III

Île Sur Le Nil

Extra Brut – Rosé de Saignée Millésimé

Uno champagne unico che inebria i sensi e rapisce la mente, così come fanno le innumerevoli isole che formano il fiume Nilo: chiunque ne senta parlare, ne rimane colpito, quasi incredulo sulla loro reale esistenza. Eppure esistono e sono tutte diverse tra loro, con uno scenario naturale insolito: alberi centenari, riserve naturali e protette, templi leggendari che racchiudono millenni di storia. Île Sur Le Nil, al pari del fiume Nilo, considerato da sempre un mondo a sé stante, è uno Champagne che permette di vivere esperienze del tutto nuove ed originali, risvegliando emozioni sconosciute ed affascinando i palati più esigenti. Un vino unico, e talmente estremo, al punto da doverne decantare anche il contenuto. Champagne a edizione limitata e numerata, prodotto soltanto nelle annate speciali.

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Caratteristiche principali

  • Vitigni:

    Rosè de Saignée 100% Pinot Meunier

  • Zona di provenienza:

    Coteaux sud d’Epernay
    Suolo a prevalenza calcareo-argilloso; vendemmia eseguita manualmente acino per acino in modo da sceglierne solo quelli perfetti. Gli acini selezionati vengono poi messi in barrique a contatto delle bucce per un tempo continuamente monitorato, in modo che ne venga estratto il colore ed alcuni importanti sentori, soltanto per il lasso di tempo necessario ad ottenere questo speciale champagne. Qualche minuto in più o in meno precluderebbe tutto il raccolto.

  • Fermentazione alcolica:

    Totalmente svolta in barrque di rovere francese

  • Fermentazione malolattica:

    Si

  • Affinamento:

    48 mesi sui lieviti

  • Dosaggio:

    3 gr/l

  • Alcol:

    12%

  • Temperatura di servizio:

    6-7 gradi

  • Esame organolettico:

    Visivo: Rosa rubino intenso, brillante ma quasi impenetrabile. Un colore più da vino rosato fermo che da Champagne. Unico, introvabile, prezioso. Un perlage estremamente fine che salendo verso la superficie, crea all’interno di questo colore così affascinante, giochi di luce e riflessi di bellezza ineguagliabile.
    Olfattivo: naso fitto, affascinante, pieno. Prevalgono sentori di frutti rossi come ciliegia e ribes, sia freschi che sotto spirito, accanto a note di legno speziato che rimandano alla cannella ed al pepe bianco. Un profumo avvolgente, misterioso, meritevole di una lunga riflessione prima di degustare questo vino speciale.
    Gusto-Olfattivo: uno dei pochissimi champagne al mondo da scaraffare nel decanter prima di essere servito (si rimanda alla nota a lato per la corretta descrizione della tecnica da adottare). Una tempesta di sapori che disorienta e che ne rende difficile la distinzione. È un susseguirsi continuo di sensazioni primarie, secondarie e terziarie che si alternano senza nessun tipo di ordine o sequenza precisa. Saltiamo da sentori floreali di rosa rossa a sentori più complessi come semi di anice, uvetta candita, zucchero cotto e pane lievitato. Da non dimenticare le note legnose, tostate ed affumicate. Finale salino con emozionanti ricordi di pietra focaia, tabacco e pellame. Vino molto raffinato, che tiene in ostaggio fino all’ultimo calice.

  • Abbinamento consigliato:

    Difficile da abbinare se lo si considera “soltanto” uno Champagne; necessita di sensazioni forti e palati raffinati ed allenati. Come i grandi vini rossi predilige cibi dalle forti sensazioni gusto-olfattive: è perfetto con carni dai gusti decisi, meraviglioso in accompagnamento al baccalà, straordinario sui formaggi più complessi e pungenti, anche erborinati, dei quali non teme l’intensità gustativa. Un perfetto compagno di meditazione, indimenticabile insieme ad un sigaro ed a un quadratino di cioccolato amaro extra-dark.

  • Tecnica per la decantazione:

    Lo Champagne, a differenza di molti vini rossi, non si decanta per separare la parte liquida del vino dalla parte solida che nel corso del tempo si è accumulata sul fondo della bottiglia. Uno champagne, anche molto invecchiato, non dovrà mai presentare neppure la minima particella solida in sospensione nella parte liquida, né tantomeno dovrà essere torbido; al limite potrebbe presentare leggere ed impalpabili onde sericee frutto di particolari filosofie produttive. La decantazione quindi, di questo particolare champagne, serve ad ossigenarne il contenuto in modo che la sua ampiezza, i suoi aromi, la sua setosa effervescenza possano rivelarsi in modo ancora più completo e coinvolgente, accentuando ulteriormente la raffinatezza del vino. Il decanter o la caraffa vanno tenuti in frigo, vuoti, per essere raffreddati. È poi necessario sciacquare il loro interno con una piccola quantità di Champagne. Questo contribuirà a ridurre la formazione di schiuma. Si deve inclinare il contenitore con una leggera angolazione e versare molto lentamente lo Champagne lungo il lato. Se si dovesse formare una schiuma bisogna fermarsi immediatamente e lasciare che le bollicine si stabilizzino, potrebbero essere necessari anche alcuni minuti. Una volta versato tutto lo Champagne, non va assolutamente roteato perché il solo versamento lungo la parete nel decanter sarà stato sufficiente per aver fatto innalzare la temperatura del poco necessario e per aver creato un vortice interno capace di liberarne gli aromi più nascosti. Decantare uno champagne è un’azione molto meno semplice di quanto possa apparentemente sembrare. L’anidride carbonica presente all’interno del vino, senza una corretta tecnica, potrebbe creare una molta schiuma che potrebbe rovinare il perlage dello Champagne. È importante prediligere un decanter o una caraffa stretta e lunga piuttosto che larga e bassa come quelle utilizzate per i grandi vini rossi; inoltre bisogna ricordare di disporre un secchiello del ghiaccio all’interno del quale possa alloggiare perfettamente il decanter con lo Champagne, per evitare che si scaldi.